Escort, trans, ricatti in caserma Così vivevano quei carabinieri

Escort, trans, ricatti in caserma Così vivevano quei carabinieri

Da IlGiornale.it

La “squadra” di Giuseppe Montella è finita al centro delle indagini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza: i magistrati ora parlano anche di “un’orgia” alla quale hanno partecipato “due escort” e che si sarebbe svolta nell’ufficio del comandante Marco Orlando mentre l’appuntato era assente.

E, come riportato dal Corriere della Sera, sarebbe stato proprio lui a raccontare a un collega di Piacenza quanto accaduto. La serata sarebbe stata organizzata per festeggiare un compagno di lavoro, successivamente accompagnato nell’ufficio del comandante dove ad aspettarlo vi erano due prostitute: “Urlava come una dannata. Il cappello di Orlando, la giacca, ha buttato tutte le pratiche per terra. Era un bordello”.

Il sesso era ormai una vera e propria ossessione. Un ex informatore della squadra, nel racconto che dà il via alle indagini, oltre a parlare ai magistrati di festini hard con una transessuale brasiliana, esce allo scoperto su “una ragazza ucraina o russa tossica che quando è in astinenza si rivolge a Montella che la fa andare in caserma e gli dà la droga dietro prestazioni sessuali”. Il gruppetto più volte avrebbe fatto sparire parte della droga sequestrata per poi rivenderla con una rete di pusher, tenendo i soldi dello spaccio ben nascosti nella cassaforte comune.

Quello stile di vita…

Si vuole far luce anche sul tenore di vita dell’appuntato, che sarebbe ben superiore ai redditi dichiarati. Intanto la sua villetta con piccola piscina di Gragnano Trebbiense è finita sotto sequestro: qui, nel corso dell’emergenza Coronavirus e in pieno lockdown, avrebbe organizzato una grigliata con amici e parenti, dando loro alcuni consigli per evitare i posti di blocco lungo le strade. Il tutto brindando a base del costoso champagne Dom Perignon. Nei mesi d’indagine sarebbe emerso anche un traffico di anabolizzanti: “Stanno andando a prendere le punture, le bombe”. Nell’orario di lavoro sarebbero andati pure a cenare al ristorante, con tanto di selfie in compagnia dei colleghi: “Abbiamo bevuto 4 bottiglie” e pagato “in nero”.

Il carabiniere è stato intercettato anche mentre raccontava a un collega dei soldi tenuti nella cassaforte della caserma: “Volevo prendere una cassetta in banca, ma costa. Ho paura che a casa me li rubino”. A ciò si aggiunge il fatto che la moglie Maria Luisa sarebbe riuscita a ottenere un pass per circolare nelle Ztl di Piacenza riservato a chi svolge funzione di ordine pubblico: nella richiesta, firmata dal comandante Orlando, la dicitura sarebbe “moglie del signor Montella”. Inoltre, secondo gli inquirenti coordinati dal procuratore di Piacenza Grazia Pradella, sarebbero avvenuti ripetuti abusi e pestaggi di pusher che venivano costretti a rilasciare “false dichiarazioni spontanee”, ovvero ammissioni di reati di spaccio mai commessi.

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