I morti della Lombardia nella media dell’Europa E Milano ha resistito

I morti della Lombardia nella media dell’Europa E Milano ha resistito

Da IlGiornale.it

Chi ha trascorso il lockdown in Lombardia non può dimenticare di aver vissuto un tempo buio da fine del mondo. I lombardi erano additati come quelli appestati, quasi responsabili di aver propagato il Covid in tutto il Paese.

E i morti contati ogni giorno dai bollettini ufficiali confermavano la triste nomea. Ma ora uno studio riscatta l’immagine che il mondo si è fatto della regione economica più importante d’Italia. Non è stato un covo di lutti. La mortalità registrata in quelle terribili settimane è riconducibile alla media europea. New York, Bruxelles, Catalogna e Madrid hanno infatti contato molte più vittime della Lombardia.

La conferma arriva da uno studio condotto dall’università Vita Salute del San Raffaele di Milano e pubblicato sulla rivista scientifica Acta Biomedica, che ha analizzato i tassi ufficiali di mortalità per Covid-19 in 9 ambiti metropolitani occidentali con caratteristiche simili per demografia, attività commerciali e spostamenti di persone. Accanto alla Lombardia, c’è l’Île-de-France, la Greater London, la regione di Bruxelles-Capital, la Comunidad autonoma di Madrid, la Catalogna, la regione di Stoccolma, la regione di Copenhagen e lo Stato di New York. L’analisi, di cui abbiamo parlato su Il Giornale quando erano stati resi noti i dati preliminari a 30 giorni dall’inizio dell’emergenza, ora è completa, e analizza i tassi di mortalità standardizzati e non da quelli grezzi che vengono influenzati anche dal numero di tamponi fatti durante la pandemia. E sulla base di questo criterio emerge che la mortalità più alta, a 70 giorni dall’inizio dell’epidemia, se l’aggiudica lo Stato di New York (296,1 per 100.000), seguito dalla regione di Bruxelles-Capital (177,8), dalla Catalogna (174,0), dalla Comunità autonoma di Madrid (166,6). In mezzo si posiziona la Lombardia (141), seguita dalla regione di Stoccolma (137,1) e dalla Greater London (123,25). Tassi decisamente più bassi, invece, sono stati rilevati nelle regioni di Parigi (82,1) e di Copenhagen (44,2).

Ma cos’è cambiato rispetto alla percezione iniziale della mortalità in Lombardia? In pratica, sono state analizzati due aspetti: la diversa distribuzione per età delle popolazioni e il notevole aumento della letalità nelle fasce over 70: «Si pensi – evidenziano gli esperti – che gli over 70 in Lombardia sono il 17% contro il 6,9% in Catalogna, il 7,9% della regione di Bruxelles-Capital». Per la Lombardia, dunque, è un riscatto d’immagine consolatorio che delinea una situazione sanitaria pandemica meno grave rispetto a quella che appariva guardando i numeri grezzi. E questo grazie anche alla città di Milano che, a differenza di molte altre metropoli, non è stata sopraffatta dai contagi come molti si aspettavano. «La Lombardia è rimasta uno dei pochi casi in cui la metropoli capoluogo non sia stata investita in modo rilevante dall’onda epidemica – fanno notare i ricercatori – ma al contrario abbia registrato tassi di mortalità inferiori alla regione stessa».

Ultimo aspetto: la curva della mortalità. I ricercatori hanno notato come la mortalità per Covid-19 in Lombardia sia stata a 30 giorni dalla pandemia una delle più basse, mentre è aumentata notevolmente tra la quarta e la settima settimana di epidemia. Con una discesa più lenta rispetto alle altre grandi regioni esaminate (eccetto che a Stoccolma). I motivi? I diversi approcci di gestione della fase 1 (prevalentemente ospedaliera) e della fase 2 (gestione territoriale) e i focolai nelle Rsa che possono aver avuto un ruolo rilevante sul decremento della curva di discesa.

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