Palermo, la professoressa anti Salvini ora piange: ‘Ho speso la vita per la scuola’

Palermo, la professoressa anti Salvini ora piange: ‘Ho speso la vita per la scuola’

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“Mi sento amareggiata – afferma la professoressa – la mia vita è stata dedicata alla Scuola”. Ora a parlare è l’insegnante di italiano che, dopo aver sottoposto ai suoi alunni un compito che equiparava il decreto sicurezza alle leggi razziali, è stata sospesa dall’insegnamento per due settimane. Si tratta di un video e di qualche diapositiva, realizzato dalla prof, in cui il ministro dell’Interno viene equiparato al Duce.

Professoressa sospesa dopo aver accostato il Dl sicurezza alle leggi razziali

Le polemiche sono state scatenate da un’attivista di destra che sui social ha scritto: “Salvini-Di Maio-Conte? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. È questo quanto succede all’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele di Palermo, dove un’insegnante per la giornata della memoria ha obbligato i 14enni ad affermare che Salvini è come Hitler in quanto stermina i migranti.

Hanno qualcosa da dire al Miur?”. Questo post, ovviamente non passato inosservato, ha fatto scattare un’indagine interna che ha portato la professoressa ad essere allontanata dalla scuola per due settimane, a partire dall’11 maggio.

L’insegnante ora, però, si difende e replica: “Non c’è faziosità”, il video mostra Salvini, vicino a Mussolini, dove secondo la prof gli studenti avrebbero elaborato il tutto, a seguito di un lungo dibattito cominciato all’inizio dell’anno scolastico”.

L’insegnante, tramite i microfoni del TG regionale e successivamente citato in un articolo del Corriere della Sera, ha raccontato che fin da settembre dello scorso anno in classe parlano di diritti umani: “Sono emerse diverse opinioni sull’argomento, se ne è discusso, ma nessuno è stato rimproverato, bloccato o represso” afferma Rosa Maria Dell’Aria (l’insegnante palermitana). Secondo la professoressa si è trattato semplicemente di un civile confronto su argomenti di attualità e di scambio di liberi pensieri che, nella fattispecie, si sono concentrati sul decreto sicurezza del governo paragonato alle leggi razziali.

I 5 Stelle prendono le parti della professoressa

C’è stata una levata di scudi in difesa della professoressa, “Non è possibile che in Italia, nata sulle fondamenta antifasciste, si possa assistere a un grave fatto come la sospensione di una docente da parte degli ispettori solo per non aver esercitato della censura preventiva sul lavoro di uno studente” hanno dichiarato alcuni senatori del movimento grillino. Per il momento, però, alla docente non rimanere altro che accettare la decisione e far passare queste due settimane lontane dall’istituto: “Allontanarmi dalla scuola è stata la ferita più importante di questo provvedimento” ha concluso tristemente.

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    ida 2 mesi

    La storia va spiegata e ognuno è libero democraticamente di pensare quello che vuole. Chiudere i porti o impedire le partenze da dove avvengono non è massacrare le persone. Non si può far sbarcare centinaia e centinaia di persone, solo perchè un dato partito lo ritiene dovuto, vorrei sapere se i componenti di questo partito emigrassero in Australia, sarebbe così semplice? o dovrebbero rispondere a domande, passare controlli anche sanitari e altro? Non credo neppure che sia corretto paragonare un Salvini con Hitler e la sua banda di nazisti, tutti pazzi, drogati, sadici scatenati, che riuscirono allora a raggiungere quel potere che nessuno dei grandi fermò. Ma come mai l’insegnante non ha detto ai suoi studenti quando nel 1947 una grande nave portò in Israele un numeroso gruppo di immigranti salvatasi dall’OLOCAUSTO, che volevano raggiungere ISRAELE, ma nessun porto faceva fare scalo? C’erano bambini anziani ammalati, ma dov’era allora l’umanità? lo avete forse dimenticato? lo ha dimenticato la professoressa?

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