Polmonite? Arriva con l’acqua. Così ora è scoppiato l’allarme

Polmonite? Arriva con l’acqua. Così ora è scoppiato l’allarme

Da IlGiornale.it

Sedici casi accertati a Busto Arsizio e una vittima. A lanciare l’allarme Legionella è Giulio Gallera, assessore al welfare della Regione Lombardia.

Immediata l’attivazione delle autorità sanitarie territoriali per i prelievi, la campionatura delle acque nelle abitazioni e il controllo degli impianti idrici. Cosa sta succedendo e trova giustificazione il panico crescente nelle ultime ore? La Legionella è un genere di batteri gram-negativi aerobi. La legionellosi, o più comunemente malattia dei legionari, è un’infezione polmonare causata quasi sempre dalla cosiddetta Legionella pneumophila. Il nome deriva dall’epidemia acuta che nel 1976 colpì un gruppo un gruppo di veterinari della Legione Americana riunitisi presso il Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. Ben 221 partecipanti all’evento contrassero questa forma di polmonite allora sconosciuta e di questi 34 morirono. La fonte di contaminazione venne identificata nel sistema di aria condizionata dell’albergo e l’anno successivo fu identificato il batterio responsabile.

La Legionella vive negli ambienti acquatici naturali (laghi, fiumi, stagni, acque sorgive) e artificiali (piscine, tubature, fontane), ma si riscontra anche nei terreni umidi, nei fanghi e nelle sezioni caldo-umide dei sistemi di areazione (condizionatori, umidificatori dell’aria). A favorirne la proliferazione sono le condizioni di stagnazione e la presenza di incrostazioni, sedimenti e biofilm. La diffusione del batterio avviene attraverso le condotte cittadine e gli impianti idrici degli edifici a causa dell’inquinamento in cui versano. Da qui esso viene disseminato e diventa particolarmente pericoloso in reparti ospedalieri, alberghi, sale riunioni. La Legionella si contrae tramite inalazione di particelle di acqua disperse nell’ambiente. Se queste sono abbastanza piccole e contaminate da una quantità sufficiente di patogeni, riescono a penetrare nelle vie respiratorie.

Corrono maggiori rischi ammalarsi gli anziani, i fumatori, i pazienti immunudepressi e con disturbi polmonari cronici, i dializzati e i soggetti affetti da patologie concomitanti come il diabete. In caso di contagio (il periodo di incubazione varia da 2 a 10 giorni) sono i polmoni la sede maggiormente interessata dal disturbo. Due le principali sindromi che derivano dalla Legionella: la malattia dei legionari e la febbre di Pontiac. La prima, chiamata anche legionellosi, è una polmonite acuta che esordisce con i tipici sintomi dell’influenza. Si tratta di una forma severa, con una prognosi infausta dal 10 al 50% dei casi che richiede un trattamento antibiotico. La seconda, invece, è una forma lieve di legionellosi caratterizzata da manifestazioni simil-influenzali della durata di 3 o 4 giorni autolimitanti. Altri segni clinici includono: malessere generale, astenia, cefalea, dolori muscolari e articolari.

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