Venezia: messe e candele ai poveri, ora si fanno con il bancomat

Venezia: messe e candele ai poveri, ora si fanno con il bancomat

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Venezia, da due euro per un candela fino a dieci euro per una funzione religiosa. Niente più monete ma Pos, dicono per evitare i furti in continuo aumento.

Venezia, arrivano i Pos nelle chiese

A Venezia la carità, le offerte e le donazioni ora si fanno con il bancomat. Ovvero sono diventate vere e proprie transazioni. A dare vita alle elemosine digitali è stato il vescovo di Chiogga, monsignor Tessarollo, già noto alle cronache nazionali per alcune sue posizioni su ladri e migranti. Ora, in tre chiese di Chioggia, sono già state installate tre macchinette Pos per la raccolta delle offerte.

Menù

Sulla schermata elettronica, proprio come al self service da Mc Donalds, si potrà scegliere cosa si vuole e poi comodamente pagare con la carta. Oltre al menù digitale, tariffe varie, il Pos rilascia anche la ricevuta che può anche essere scaricata dalle tasse come donazione.

Per far dire una messa la tariffa base è di 10 euro, ma il tetto massimo (ovviamente) non c’è. Nel menù bisogna selezionare la funzione prescelta e a quale parrocchia o istituto del veneziano donare la somma. Bisogna poi contare che, essendo una transazione bancaria, c’è anche la commissione: 0,30 centesimi per quelle più basse fino a un massimo dell’8% per quelle più sostanziose. La famosa “cacciata dei mercanti dal Tempio” narrata nei vangeli sembra proprio che a Chioggia non sappiano cosa sia.

Coem se non bastasse, per i più pigri, esiste anche un sito apposito per fare donazioni (comodamente da casa). www.donatelumen.org, dove si può scegliere anche in questo caso la chiesa a cui donare.

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